CANDIOLO PRO LOCO

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Fabbricati

Caratteristiche

Chiesetta Santuario "La Madonnina" di Candiolo,

il Santuario della Madonna miracolosa delle Grazie, è del 1500 ca e risale al pontificato di Papa Sisto IV, appartenente alla grande famiglia dei "Della Rovere". Tra le varie diramazioni di questo casato, ricordiamo il più vicino a noi: i Della Rovere, conti di Vinovo e Signori di Torino (Civitate Taurini). Fu il succitato Papa Sisto IV ad avviare a Roma grandi innovazioni urbanistiche (il ponte "Sisto", il "Passetto" tra il Vaticano con Castel S. Angelo, la  cappella Sistina, appunto, ..."). Tra le chiese vi è anche S. Maria del Popolo ad opera degli architetti Baccio Pontelli e Meo del Caprino. Ed è proprio Meo del Caprino, interprete della magnificenza del Cardinale Domenico Della Rovere, che nel 1491 inizia la costruzione del Duomo di Torino. Il Cardinale Domenico, particolarmente legato al culto della Beata Vergine delle Grazie, ottiene dallo zio pontefice una cappella in S. Maria del Popolo (sepolcro di famiglia), e a Torino fu il primo ad effettuare interventi di restauro alla cappella nel Santuario della Consolata di Torino.  Per una strana coincidenza, nella chiesa di S. Maria del Popolo vi è sia la copia el quadro della Consolata che della nostra Madonnina.... Torniamo a Candiolo. Nel 1501 era Gran Priore della Commenda dell'Ordine di Malta, un altro rampollo dei Della Rovere, il conte Francesco che, fedele alla tradizione della famiglia, fa costruire sull' antica strada di S. Giovanni due santuari:  la Madonna del "Tivoletto" a Vinovo, e la "Madonnina" a Candiolo. La visita priorale del 1613 la descrive: “Coperta di coppi, ...di travate sei.. .lunga passi diciannove.. .del valore di scudi ottanta, con un portico antistante che serve da riparo ai viandanti ...e due camere rivolte ad oriente ad uso abitazione del maestro che abitualmente vi risiedeva". L'altare primitivo si trovava a sinistra entrando con sopra l'affresco dell’Immacolata (ora scomparso). Già le cronache del tempo riferiscono come la chiesetta era posta in luogo considerato infelice, scomoda e molto umida. Dal 1572 è sede dell' antica Confraternita dello Spirito Santo, ancora attiva (ma sono pochissimi i Priori), i "Battuti" (da "batimentum"), ovvero "i batù" in piemontese. Malgrado si resero necessari continui piccoli miglioramenti, ciò non danneggiò l'aspetto originario del Santuaro. Ora il Santuario è di proprietà della PARROCCHIA di Candiolo. Da alcuni anni, ovvero, dall'anno 2012 è in corso uno studio per il restauro, il recupero ed una adeguata manutenzione, e ciò avverrà con i contributi di coloro che continuano la raccolta iniziata dalla Confraternita molti anni fa.  




Palazzo Comunale,
classico palazzotto d'epoca con balconata, si trova a ridosso della piazza centrale, Piazza Sella. In passato fu usato, in condivisione, come Scuola Elementare intitolata a "S.A.R. Principe di Piemonte". Ha a ridosso una torre campanaria del XV secolo (Torre Civica, in cui l'unica campana è ancora attiva), con la caratteristica forma di portale d'accesso conficcato tra vecchie mura. Sulla torre spicca una pregevole meridiana, riportante una curiosa dicitura, forse scritta in un misto di "franco-piemontese" (probabilmente a ricordo della presenza di truppe francesi al tempo del loro dominio). Oggi è adibita a sede per varie Associazioni locali e della stessa Pro Loco.




La Chiesa Parrocchiale,
di stile rinascimentale, originariamente era dedicata alla Madonna della Spina ed era di proprietà dell'Ordine di Malta, demolita parzialmente nel 1713, fu rifatta per volere del Gran Priore Sacchetti ed ampliata nel 1844, includendo le due cappelle laterali nel 1881. La chiesa fu poi intitolata a San Giovanni Battista, che compare dipinto su tela  trasparente ad uso vetro sull'ancona maggiore. Sempre del pittore Rodolfo Morgari (fu professore all'Accademia delle Belle Arti di Torino) sono i due grandi dipinti, posti sugli altari delle navate laterali. Eseguiti, con tecnica raffinata, sono molto belli ma poco conosciuti, rappresentano Maria SS.ma qual gloriosa Regina e San Giuseppe, vestito con costume egiziano, con il Bambin Gesù. La volta è completamente dipinta con la tecnica dell'"incaustico" (da non confondere con l'affresco). Sempre al suo interno, esiste un organo efficiente e di tutto rispetto. Sul campanile si può notare la Croce di Malta, rimasta a ricordo. A fianco della Chiesa esisteva un Castello ma fu abbattuto nel 1960. Il quadro ovale della navata principale, raffigurante San Giovanni, è depositato dietro l'altare della chiesa santuario de La Madonnina.




Chiesa S. Giovanni Battista

La Tenuta Motta,
già feudo dell'Ordine di Malta, il fabbricato risale all'epoca romana e in quel fabbricato l'avv. Riccardo Sella, cui è stata dedicata la piazza principale del paese, ha avuto sede la prima centrale piemontese per l'imbottigliamento e la distribuzione del latte.

Le Cascine storiche,
costituiscono la storia del paese. Le principali sono le seguenti: cascina e castello di Parpaglia, la cascina Ceppea, le cascine Piniere, tutte e tre dell'Ordine del Mauriziano, le cascine di Casa Bosco di Ruffino, la cascina Pratofiorito, la cascina detta Gallo, la Cascinetta. Le succitate cascine costituivano, buona parte, una meta turistica durante la manifestazione "Cascine Aperte", organizzata dai Coltivatori Diretti, patrocinata dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione. Ancora oggi le attività tipiche svolte nelle cascine contribuiscono primariamente a far di Candiolo un paese prevalentemente agricolo, benché sul territorio vi siano altre aziende industriali ed alcune di carattere artigianale.


Il Castello Parpaglia,

da "Cenni strorici di Candiolo":  --- Cascina e Castello di Parpaglia. Anticamente questa cascina col castello era pure feudo dell 'Ordine di Malta e semovente dal suo diretto dominio, ed i primi Signori che la tennero, cioè i Revigliasco e Parpaglia erano Commendatori della prefata religione e pare la tenessero dalla stessa. Nel 1636 fu impugnata dall'Ordine la sua riduzione a mani regie e ancora nel 1788, quando si accese la lite tra la religione e il signor Stefano Campana affittavolo della Commenda Magistrale di Stupinigi, i Gran Priori si appellavano «Signori principali di Parpaglia» quantunque in quell'epoca lo fossero più di nome che di fatto. I primi che tennero per quanto si ricordi detto castello e cascina furono, come dicemmo, i Revigliasco, indi passò ai Parpaglia che erano un ramo dei prefati signori (dall'albero genealogico proveniente dal Conte Bianco di San Secondo di Pinerolo). I Parpaglia (Cavalieri di Malta) erano non solo signori di detto luogo, ma ancora di Bastia, Bobbio, Borgaro, Celle, Luserna, Ozegna, Revigliasco, S. Marcel,  San Giorgio, S.Secondo di Pinerolo, Stroppiana, Torre Pellice. Più tardi il castello di Parpaglia divenne feudo dei Valentino, dei Gallinati col titolo di Conte, e poi lo ebbero con titolo signorile i Piossaschi di None e gli Orsini di Rivalta.   Passò quindi al Marchese Perrachini Bonaventura di Cigliano che stipendiava un cappellano per la messa quotidiana. Nel 1760 detto Marchese vendette il castello, case e cappella, con tutti i beni mobili ed immobili (528 giorn.) a favore del Regio Patrimonio per L. 150.000. Nel 1800 i beni dell'Ordine furono dal governo francese dichiarati nazionali e si assegnò un reddito all'Ospedale. Dal governo comperò la cascina di Parpaglia un certo Agnelli Pietro, e il 14 Gennaio 1852, dietro regio decreto, l'Ordine Mauriziano l'acquistò dal suddetto aggregandolo alla Economia di Stupinigi.--- Annessa all'area vi è anche la Cappella Parpaglia. Oggi il Castello è di proprietà della Regione, è in cattivo stato di conservazione, ma seducente. Nel 2011 è stato incluso in un progetto di recupero.  Da una idea nata nel 2015 in Pro Loco e sostenuta dal Politecnico (vedi NEWS 2016), Facoltà di Architettura, sono stati sviluppati interessanti progetti presentati e conseguentemente inseriti in un Libro dal titolo "Learning from Heritage" stampato dal Politeccnico di Torino. Il testo, (disponibile) sintetizza gli 8 progetti frutto di un lavoro svolto dagli studenti di architetura, per uno sviluppo sostenibile del Castello e della Cascina Parpaglia, situati nel Parco di Stupinigi sul territorio Candiolo.      Sito: parpaglia



Cascina Motta


                 
Castello Parpaglia   

A lato le foto dell'interno della Chiesa/Santuario della Madonnina, dove ancora oggi si portano gli ex-voto.

 
 
 
 
 
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